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Giovanni De Luna spiega la battaglia di Verdun

Lo storico Giovanni De Luna spiega sinteticamente la battaglia di Verdun, iniziata il 21 Febbraio 1916. Fu la più sanguinosa e importante di quelle che si svolsero sul fronte occidentale. Il piano predisposto dallo Stato maggiore tedesco, prevedeva infatti l’invasione della Francia passando per le comode direttrici di attacco che attraversavano il Belgio e il Lussemburgo; i due piccoli Stati erano neutrali, ma questo non impedì ai tedeschi di occuparli in aperta violazione del diritto internazionale. La travolgente offensiva tedesca si arrestò soltanto sul fiume Marna, in una grande battaglia (6-15 settembre 1914) che si trasformò in un’orrenda carneficina. Nei primi quaranta giorni di combattimento morirono cinquecentomila soldati francesi; poi il fronte si stabilizzò in una guerra di logoramento: 800 chilometri di trincee e di filo spinato, dal canale della Manica alla Svizzera, segnavano ormai la linea su cui i due eserciti si sarebbero confrontati negli anni successivi. A rompere la staticità del fronte ci provarono dapprima i francesi, con un’offensiva nella zona della Champagne. L’iniziativa fallì. Ci provarono poi i tedeschi che scelsero proprio Verdun, cerniera strategica della difesa francese e importante nodo ferroviario, come obbiettivo per quello che avrebbe dovuto essere l’assalto finale e risolutivo alla Francia. La battaglia durò da febbraio a luglio e fu gigantesca. Vi furono coinvolti due milioni di uomini e si registrarono un milione di morti. Verdun è il simbolo della prima guerra mondiale, la prima guerra di massa della storia, la prima guerra con la morte di massa della storia. I tedeschi fallirono. L’esercito francese guidato dal generale Philippe Petain riuscì a resistere vittoriosamente. Nel 1940 toccherà proprio, allo stesso Petain firmare la resa della Francia di fronte a Hitler e al nazismo e sarà proprio l’eroe di Verdun a guidare tristemente il governo collaborazionista di Vichy.

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